
AVEZZANO – UNA CITTÀ TRA PASSATO E FUTURO
LA CAPITALE CULTURALE DELLA MARSICA
Programma di Recupero dell’Identità Culturale del Territorio e sviluppo territoriale integrato
VISIONE STRATEGICA
Avezzano non è semplicemente il comune più grande della Marsica: è il motore storico, identitario e organizzativo dell’intera subregione. Il programma di rinascita culturale identitaria parte da questa consapevolezza e trasforma il patrimonio archeologico, medievale, naturale e storico del territorio in una risorsa concreta di crescita economica, coesione sociale e identità collettiva. Avezzano assume il ruolo di città capofila e hub culturale di un sistema a rete che coinvolge tutti i comuni marsicani.
ASSE I — AVEZZANO: IDENTITÀ CULTURALE E PATRIMONIO URBANO
1.1 — Istituzione del Museo della Marsica
La priorità assoluta è dotare Avezzano di un Museo della Marsica degno del rango culturale della città e dell’intera subregione. L’attuale sede dell’Aia dei Musei è del tutto inadeguata: fatiscente, mal posizionata e priva di una narrazione culturale coerente.
Il nuovo museo dovrà essere allestito in una sede di prestigio nel centro città, capace di raccogliere il cospicuo materiale archeologico marsicano oggi disperso tra il Museo della Civitella di Chieti, l’Aia dei Musei e il Museo delle Paludi di Celano (quest’ultimo ridotto a deposito incustodito ma depositario di reperti straordinari provenienti da ogni angolo della Marsica).
Il museo sarà articolato in sezioni tematiche e cronologiche: dalla Preistoria e Paleolitico Superiore ai siti italici, dal mondo romano al Medioevo, fino alla memoria del Novecento e del terremoto del 1915. La sezione dedicata alla necropoli di Cretaro (IX–VII sec. a.C.) sarà di rilevanza nazionale per via dei rarissimi dischi-stola femminili rinvenuti, che riscrivono la lettura dell’iconografia marziale italica.
1.2 — Tutela e Vincolo del Centro Storico
Il centro storico di Avezzano è probabilmente l’unico sito storico urbano in Europa ancora privo di vincolo archeologico. Nonostante il sisma del 1915, il sottosuolo conserva resti di ville rustiche romane e mura urbiche medievali. È imperativo procedere immediatamente all’apposizione del vincolo sull’intera area, con obbligo di indagine preventiva su ogni concessione edilizia nelle aree libere del centro.
Contestualmente va completato il sito della Cattedrale di San Bartolomeo: gli scavi sono incompiuti e la sede dell’Agenzia delle Dogane, basso edificio privo di fondazioni, può essere rimossa per restituire continuità topografica al sito e rendere leggibile la pianta originale dell’edificio sacro.
1.3 — Valorizzazione del Centro Moderno Post-Terremoto
Avezzano custodisce un patrimonio urbanistico unico: il tessuto architettonico della ricostruzione post-sismica degli anni Venti e Trenta del Novecento. Edifici come il Municipio, il Tribunale e i palazzetti eclettici ed eclettico-neogotici del centro rappresentano una testimonianza preziosa delle correnti architettoniche del primo Novecento.
Il programma prevede: l’istituzione di walking tour tematici permanenti, la redazione di un Piano del Colore e di compatibilità stilistica, e la tutela degli edifici di pregio storico attraverso accordi con la Soprintendenza che impediscano demolizioni a fini speculativi.
ASSE II — I SITI ARCHEOLOGICI DI AVEZZANO: RECUPERO E FRUIZIONE
2.1 — I Cunicoli di Claudio-Nerone
Il sito di maggiore potenziale turistico internazionale della Marsica è oggi gestito in modo conflittuale tra Soprintendenza, Comune e Regione Abruzzo. Il programma prevede:
Istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra Comune, Soprintendenza e Regione per una gestione condivisa e non autocratica del sito.
Realizzazione di infrastrutture dedicate all’accoglienza, alla visita e aperture regolari e continuative.
Recupero del casale storico di proprietà regionale nei pressi del sito per la creazione di un Centro Visite ufficiale.
Potenziamento della comunicazione digitale e social per alimentare il flusso turistico internazionale già in atto.
2.2 — Grotta di Ciccio Felice e i Siti Preistorici
La grotta di Ciccio Felice, con frequentazioni databili a oltre 36.000 anni fa, è già inserita in un percorso sentieristico ma è priva di qualsiasi progetto di valorizzazione come bene archeologico. Il programma prevede:
Completamento degli scavi con allestimento di pannelli e supporti interattivi per la fruibilità.
Creazione di un percorso tematico della Preistoria marsicana in rete con le grotte di Luco, Trasacco e Ortucchio, già indagate dall’Università di Pisa.
Integrazione di questo percorso con i villaggi aperti dell’Età del Rame e del Bronzo per una narrazione cronologicamente continua.
2.3 — La Villa Romana della Coop e i Siti Romani
La villa romana di Avezzano, unico esempio marsicano di struttura antica scoperta integralmente, è oggi affidata esclusivamente alla Coop senza alcun coordinamento comunale. Il programma prevede:
Accordo formale tra il Comune e la Coop per la valorizzazione integrata e le aperture regolari.
Avvio di un progetto per il recupero della seconda villa romana (area ANAS, superstrada Sora-Avezzano), gravemente danneggiata ma di eccezionale interesse scultoreo.
Censimento e tutela urbanistica di tutte le altre strutture simili nel territorio comunale attraverso lo strumento del piano regolatore.
2.4 — I Centri Fortificati Italici e le Necropoli
I centri fortificati della catena del Salviano e di Monte Cervaro, e le necropoli ad essi correlate, costituiscono un patrimonio unico per la lettura del popolamento pre-romano. Il programma prevede:
Opere di manutenzione, segnalazione e indagine scientifica sui centri italici.
Valorizzazione della necropoli di Cretaro con istituzione di uno spazio espositivo dedicato (sezione del Museo della Marsica).
Creazione di un percorso di trekking storico che colleghi i centri fortificati ai siti di fondovalle.
ASSE III — I CASTELLI DI AVEZZANO
Il territorio comunale conta quattro castelli medievali: Orsini-Colonna, Paterno, Pietraquaria e Castelnuovo. Quasi tutti abbandonati o fruibili in modo del tutto insufficiente.
Il Castello Orsini-Colonna è già registrato su Google Maps e attrae flussi turistici spontanei, ma rimane quasi sempre chiuso. Andrà affidato a una partnership pubblico-privato con apertura garantita nei mesi ad alta affluenza, con guide dedicate e percorsi narrativi sulla storia degli Orsini e dei Colonna nel Quattrocento e Cinquecento.
Il Castello di Pietraquaria è tornato visibile grazie ai lavori di pulitura del 2017–2018 promossi dall’Archeoclub. Un intervento di restauro conservativo a basso costo potrebbe restituire al pubblico un monumento di grande fascino, già inserito nei percorsi escursionistici della Riserva Naturale del Salviano.
Il Castello di Paterno, danneggiato dal sisma del 1915, conserva imponenti strutture murarie nella boscaglia di Monte Cervaro. Scavi mirati e interventi di consolidamento lo trasformerebbero in un polo di visita paragonabile al Castello di San Pio delle Camere, oggi tra i più visitati d’Abruzzo.
Castelnuovo presenta tracce sovrapposte del centro italico e del castello medievale, promettenti per ricostruire la lunga storia insediativa del sito, con potenziale collegamento escursionistico agli altri castelli e ai comuni vicini.
ASSE IV — AVEZZANO CAPOFILA DELLA RETE CULTURALE MARSICANA
4.1 — Coordinamento con i Comuni della Marsica
Avezzano si pone come motore organizzativo di una rete culturale che supera divisioni politiche e interessi locali. I siti trainanti su scala marsicana — Alba Fucens, Anxa Angitia (Luco dei Marsi), Santa Maria in Valle Porclaneta, Santa Maria della Vittoria, i castelli di Celano, Scurcola, Carsoli e Ortucchio, il centro storico di Tagliacozzo — vengono inseriti in una offerta turistica integrata e ufficiale proposta congiuntamente a tour operator specializzati.
Il programma prevede l’organizzazione sistematica di incontri-dibattito intercomunali, la partecipazione alle principali fiere del turismo nazionale (BMTA di Paestum, Tourisma di Milano) e l’implementazione di tecnologie di fruizione digitale e strategie di comunicazione social efficaci.
4.2 — Avezzano e Alba Fucens: un legame da ripristinare
Alba Fucens è uno dei più importanti siti dell’archeologia classica e medievale europea, ma dipende amministrativamente da un Comune piccolo e spopolato, purtroppo privo della forza necessaria per pianificare, finanziare e valorizzare il sito. Avezzano deve recuperare il legame diretto con la sua progenitrice attraverso:
Una pianificazione urbanistica che orienti l’espansione verso nord, ripristinando i percorsi di accesso al sito dal lato avezzanese.
Un accordo formale di coordinamento con il Comune di Massa d’Albe per la valorizzazione e la comunicazione condivisa del sito.
La creazione di un centro informativo nella zona nord della città con navette dedicate verso Alba Fucens.
Il recupero dell’ex magazzino del campo di concentramento (nei pressi della pineta, all’uscita dell’autostrada) come hub turistico e punto di smistamento verso i siti della Marsica settentrionale.
4.3 — Percorsi Tematici e Diacronici
Il programma disegna una serie di itinerari culturali tematici articolati su scala marsicana:
Percorso della Preistoria: grotte di Ciccio Felice, Luco, Trasacco, Ortucchio, con i villaggi aperti dell’Età del Rame e del Bronzo.
Percorso Italico: centri fortificati del Salviano e di Monte Cervaro, necropoli di Cretaro, siti di Anxa Angitia e Marruvium.
Percorso Romano: Cunicoli di Claudio-Nerone, Alba Fucens, Ville romane, l’Emissario moderno in dialogo con quello antico.
Percorso Medievale: Castelli di Avezzano, Celano, Scurcola, Carsoli; Centri storici di Tagliacozzo; Santa Maria in Valle Porclaneta.
Percorso della Memoria: Campo di concentramento, architettura post-terremoto, ricostruzione del Novecento.
ASSE V — MEMORIA, RICERCA E COMUNICAZIONE
5.1 — Il Campo di Concentramento come Luogo della Memoria
Il campo di concentramento di Avezzano è un monumento unico nel panorama nazionale, già meta di pellegrinaggio per i discendenti degli internati da tutta Europa. L’abbandono degli ultimi decenni ha disperso questa opportunità. Il programma prevede:
Recupero e ripristino delle strutture ancora esistenti per restituire la leggibilità topografica del sito.
Trasformazione degli ex magazzini in hub turistico territoriale e sede di un centro studi per la raccolta e la catalogazione di documentazione e memorie.
Restauro del Casino “De Rosa” (ex Comando del Campo) come antiquarium dei reperti emersi dalle indagini scientifiche sul sito.
5.2 — Ricerca Scientifica come Strumento di Promozione
Le campagne di scavo archeologico sono oggi di per sé attrazioni turistiche. Il programma prevede il finanziamento sistematico di scavi, convegni e pubblicazioni, con comunicazione social in tempo reale dei work-in-progress sul modello degli scavi dell’Anfiteatro di Volterra e dei Bagni di San Casciano — esperienze che hanno dimostrato l’enorme potenziale comunicativo del cantiere archeologico aperto al pubblico.
5.3 — Partnership con la Soprintendenza
Viene istituita una partnership strutturata e duratura tra il Comune di Avezzano e la Soprintendenza ai Beni Archeologici, superando la storica conflittualità che ha bloccato la valorizzazione dei principali siti. La partnership definirà competenze, risorse e obiettivi condivisi per ogni singolo sito del territorio comunale.
ASSE VI — CESE E LE FRAZIONI: NESSUN TERRITORIO ESCLUSO
La funzione di guida culturale di Avezzano non può prescindere dalla cura delle proprie frazioni. Cese, citata come castrum già nel XIV secolo e sede episcopale dei Marsi, merita una profonda opera di riqualificazione storica e urbanistica: recupero della Chiesa medievale di Santa Maria, demolizione dell’edificio scolastico abbandonato che deturpa il centro storico, promozione di indagini archeologiche nei Piani Palentini — scrigno di imponenti opere insediative antiche e medievali ancora largamente inesplorate.
PIANO DI SVILUPPO INTEGRATO
Un modello di crescita integrata per comunità, imprese e ambiente
VISIONE STRATEGICA
Rilanciare Avezzano come una comunità coesa, resiliente e attrattiva, capace di trasformare il suo patrimonio umano, culturale e paesaggistico in opportunità concrete di benessere e sviluppo sostenibile. Il piano che segue integra azioni sociali, economiche e ambientali in percorsi operativi, pensati per produrre risultati misurabili nel breve, medio e lungo termine.
ASSE SOCIALE — RAFFORZARE LA COMUNITÀ E I SERVIZI DI PROSSIMITÀ
Perché: la disgregazione sociale, l’isolamento degli anziani e la carenza di spazi aggregativi indeboliscono il tessuto urbano e aumentano vulnerabilità.
Obiettivi principali: ridurre isolamento e marginalità, creare luoghi di incontro intergenerazionali, potenziare la medicina territoriale e i servizi educativi.
Progetti flagship e azioni operative:
Hub socioculturali diffusi: riconversione di immobili pubblici/sottoutilizzati in spazi multifunzionali che ospitano formazione digitale, co‑working, laboratori creativi e servizi per anziani; gestione mista pubblico/terzo settore.
Placemaking del centro storico: interventi tattici (mercati tematici, festival, arredi temporanei) per riattivare commercio e socialità, accompagnati da pedonalizzazioni mirate e programma di vetrine temporanee per commercianti.
Medicina di comunità: creare poli sanitari di prossimità con telemedicina, infermieristica territoriale e programmi di prevenzione, in collaborazione con ASL e reti sociali.
Inclusione attiva: percorsi di inserimento lavorativo per giovani, reti di volontariato per assistenza domiciliare, sportelli per famiglie vulnerabili.
KPI sociali (esempi): utenti mensili hub; numero di iniziative partecipate; riduzione segnalazioni di degrado / microcriminalità; aumento accessi ai servizi sanitari di prossimità.
ASSE ECONOMICO — CREARE POSTI DI LAVORO E VALORE LOCALE
Perché: fuga dei talenti, desertificazione commerciale del centro e sottoutilizzo delle risorse richiedono una strategia per attrarre investimenti e generare nuove filiere produttive.
Obiettivi principali: favorire imprese locali e start‑up, sviluppare turismo culturale diffuso, promuovere economia circolare e rigenerazione di aree dismesse.
Progetti flagship e azioni operative:
Snellimento ed efficientamento dei procedimenti amministrativi, digitalizzazione e semplificazione dell’interazione tra cittadini e struttura amministrativa comunale (attuazione concreta della strategia per l’Italia digitale)
Rigenerazione aree industriali: trasformare spazi dismessi in incubatori di imprese, fablab, aree espositive e housing sociale, con spazi dedicati a imprese creative e cleantech.
Rete del turismo culturale e paesaggistico: creare itinerari integrati che colleghino siti archeologici, patrimonio storico e paesaggio montano, promuovendo ospitalità diffusa e servizi per il turista sostenibile.
Economia circolare locale: centri di riparazione/riuso, mercati dei produttori, sostegno a filiere agro‑alimentari tipiche, progetti blue economy di produzione a cascata e laboratori artigianali, per aumentare il valore aggiunto sul territorio.
Formazione e connessione ricerca‑impresa: percorsi tecnici, tirocini, e alleanze con università e centri di ricerca per favorire trasferimento tecnologico e talent retention.
KPI economici (esempi): nuove imprese avviate; posti di lavoro creati; tasso di occupazione giovanile; presenze turistiche e permanenza media; fatturato canale centro storico.
ASSE AMBIENTALE — QUALITÀ DEGLI SPAZI E RESILIENZA
Perché: migliorare qualità dell’aria, acqua e aree verdi aumenta la salute pubblica, l’attrattività urbana e la resilienza ai cambiamenti climatici.
Obiettivi principali: aumentare superfici verdi e biodiversità, migliorare infrastrutture idriche e servizi di depurazione, promuovere mobilità sostenibile ed efficienza energetica.
Progetti flagship e azioni operative:
Rete verde urbana e periurbana: creare parchi, orti urbani e corridoi ecologici che connettano quartieri e aree naturali; incentivare giardini condivisi e gestione partecipata.
Piano idrico e depurazione: manutenzione e riduzione perdite della rete idrica, investimenti in depurazione e sistemi di raccolta/riuso acque; interventi prioritari per ridurre il costo per le famiglie.
Mobilità sostenibile: realizzazione di piste ciclabili radiali e tangenziali, sistemi di bike/car sharing, riorganizzazione dei nodi di trasporto e soluzioni per ridurre congestione in punti critici come Via Roma e passaggi a livello.
Riqualificazione energetica: interventi per l’efficienza degli edifici pubblici, incentivi per efficientamento privato e soluzioni passive (tetti verdi, ombreggiamento) per mitigare isole di calore.
Incremento del capitale naturale: espandere i parchi (in particolare “la pineta”), favorire la biodiversità e incrementare il capitale naturale implementando processi produttivi a cascata e tecnologie Blue Economy.
KPI ambientali (esempi): mq di verde pro capite; percentuale perdite idriche; riduzione PM2.5; km di piste ciclabili realizzate; edifici pubblici efficientati.
GOVERNANCE, FINANZIAMENTO E PARTECIPAZIONE
Governance: cabina di regia comunale con rappresentanti tecnici, sociali, economici e cittadini, supportata da comitati di quartiere e tavoli tematici.
Finanziamento: mix di fondi europei (fondi strutturali), fondi regionali, partenariati pubblico‑privato, strumenti di finanza sociale (crowdfunding civico) e incentivi per investimenti privati.
Partecipazione civica: bilancio partecipativo, mappe digitali delle priorità cittadine, processi di co‑design per gli spazi pubblici e contratti di quartiere per la gestione condivisa.
MITIGAZIONE RISCHI
Principali rischi: lentezza burocratica, carenza fondi, opposizione locale, rischio di infiltrazioni illecite. Misure di mitigazione: trasparenza nelle gare e nella rendicontazione, strumenti di compliance, attività di comunicazione preventiva e coinvolgimento delle comunità, monitoraggio partecipato dei cantieri e dei servizi.
COMUNICAZIONE E COINVOLGIMENTO
La comunicazione deve trasformare il piano in storie concrete: racconti di progetti pilota, profili di nuovi imprenditori locali, eventi di quartiere e percorsi turistici fruibili fin da subito. Canali: sito dedicato con dashboard dei KPI, social locali, newsletter tematiche, incontri pubblici e kit informativi per scuole e associazioni.